Ti sei mai chiesto cosa deve comunicare il logo prima che inizi a comunicare qualcosa tu?
«Prima che inizi a comunicare qualcosa io?»
Sì.
Il logo comunica qualcosa sulla tua azienda prima ancora che i tuoi clienti ti conoscano davvero.

Se c’è una cosa di cui mi sono resa conto in questi anni è che la maggioranza degli imprenditori sottovaluta – o proprio non riconosce – l’importanza del logo aziendale.

Non è solo un disegno che accompagna il tuo nome, un simbolo che ti piace
esteticamente e che devi usare perché “bisogna” avere “anche” un logo.

Il suo compito, al contrario di ciò che pensano in molti, è di aiutarti a vendere comunicando ai tuoi potenziali clienti perché sei diverso e devono scegliere proprio te e non un altro.

Un logo fatto davvero bene deve infatti riuscire a catalizzare l’attenzione dei tuoi potenziali clienti su di te come fa una calamita con un magnete.

Il logo è come la “vetrina” di un negozio

E come mai i negozi dei grandi marchi ci tengono così tanto a esibire una vetrina assolutamente perfetta?
Perché la vetrina di un negozio, a seconda di come viene allestita:

  1. può essere ignorata;
  2. può suscitare un po’ di curiosità, ma nulla di che. Intrattiene distrattamente qualcuno che ci si imbatte e poi spinge il cliente a fare dei passi verso la vetrina successiva;
  3. cattura l’attenzione del tuo potenziale cliente che viene calamitato all’interno del negozio.

Ti ricorda qualcosa?
Esatto! Sono esattamente i 3 finali che può avere la storia del tuo logo!

  1. Può essere ignorato;
  2. Può far pensare «Uhm, carino» e nulla di più. Il cliente ti osserva per qualche secondo, ma non si scatena la curiosità sufficiente a volergli far sapere di più sulla tua azienda;
  3. Cattura l’attenzione del tuo potenziale cliente che pensa: «Ecco, questo fa proprio per me!» e vuole sapere di più.

Il VERO scopo del logo è il punto numero 3.
Per ottenere il terzo “finale” ci sono dei passaggi fondamentali da seguire.

Saltarne anche uno potrebbe rovinare tutto e portarti a vedere la scritta The End della tua storia aziendale su uno dei primi due casi privandoti per l’ennesima volta del tuo meritato lieto fine, il terzo.

Il primo passaggio da effettuare per un finale felice è rispondere a una domanda ben precisa:

Cosa deve comunicare il tuo logo, prima ancora che un cliente si relazioni con la tua attività?

Il logo, per essere efficace, deve comunicare in modo chiaro il tuo brand e allo stesso tempo aiuta il brand a infilarsi nella mente delle persone in maniera chiara, ben definita e definitiva.

Questo concetto ne sottintende un altro: devi avere un brand efficace.
Per brand efficace intendo che il tuo nome è ciò che è presente nella testa dei clienti come soluzione specifica al problema a cui stanno pensando e che vogliono risolvere.
Logo e brand camminano quindi a braccetto verso la testa del tuo cliente con l’obiettivo di entrarci e rimanerci.

Come creare il brand non è l’argomento specifico di questo articolo, ma per farti capire cosa significa avere un brand efficace e un logo che lo comunichi visivamente vedremo 3 casi studio e farò riferimento a entrambi questi aspetti.
Gli esempi che ho scelto sono di realtà italiane dove il logo sta facendo il suo signor lavoro.

Mentre percorriamo i casi studio tu vedrai se il tuo logo sta facendo quello che deve fare per rientrare nel terzo finale.

Segui attentamente i passaggi e i motivi che ci sono dietro alla creazione di questi loghi e capirai come hanno fatto queste aziende italiane a ottenere un ordine di allontanamento per i finali 1 e 2.

Se applicherai anche tu questi passaggi potrai finalmente goderti il tuo finale felice, mentre la tua segretaria sarà impegnata a rispondere alle decine e decine di chiamate di clienti che finalmente ti hanno trovato e sono interessati a quello che vendi.

Ma non voglio rimanere solo sul piano teorico, quindi ti dimostrerò tre applicazioni pratiche di questi casi.

Caso #1: Come rappresentare visivamente la TUA unicità.

Prima di creare un logo è importante farsi delle domande per capire che messaggio vuoi mandare al tuo pubblico.

Lo so, se parli di analisi ai grafici creativi offendono. Non devono esistere paletti che limitano la loro libertà di espressione.

Ma qui non vendo arte. Non vendo “bei disegnini”.

Vendo loghi che aiutano a vendere. Il logo è uno strumento di marketing tra i più importanti. Non mi stancherò mai di dirlo.

Le domande di ricerca e analisi che precedono la creazione del logo sono legate a ciò di cui ti occupi e a capire perché tu sei speciale rispetto a tutti gli altri.

Ai miei clienti sottopongo un questionario dettagliato di domande a cui rispondere prima di un’intervista che mi aiuti a capire perfettamente il posizionamento delle loro aziende.

Il caso che ti voglio fare analizzare ogni riguarda un’azienda di antifurti invisibili e inviolabili.

A questa specializzazione non sono approdati per caso.

Per differenziarsi da tutte le aziende che si occupano di antifurti, il mio cliente ha cercato di capire quali fossero i problemi e gli effetti collaterali più comuni nel suo settore.
Ricercando, si è accorto che spesso i sistemi antifurto impattavano negativamente sull’estetica delle strutture.
Immagina un elegante salotto con ogni dettaglio curato dal tuo architetto di fiducia e arredato da un designer d’interni supercostoso che viene deturpato da alcune antiestetiche canaline bianche, montate per far passare i cavi dell’antifurto.

Non è il massimo…

Inoltre alcuni sistemi possono essere manomessi via radio o facendo saltare la corrente, senza dover essere ladri professionisti tipo George Clooney in Ocean’s Eleven.

Per risolvere il problema i ragazzi hanno adottato un sistema a filo che previene manomissioni e usa un cablaggio non visibile.

Questo è ciò che li rende diversi dai concorrenti

È il loro posizionamento: ciò per cui sono conosciuti e scelti dai loro clienti.

Il brand e il logo dovranno far capire insieme in cosa è specializzata l’azienda. In questo caso in antifurti invisibili e inviolabili.

La cosa più efficace è chiedersi cosa meglio rappresenta l’idea differenziante dell’azienda e dare più risposte finché non identifichiamo quella che funziona alla perfezione.

Il procedimento è lo stesso anche se ti occupi di altro.

Se vogliamo rappresentare il concetto di antifurto dobbiamo cercare qualcosa o qualcuno in grado di garantire difesa ed eventualmente attaccare.

Chi o cosa ti viene in mente?
Supereroi di ogni genere? Soldati? Armi? Buttafuori?
Possono essere tutte opzioni valide.

Se il punto forte è che fanno uso di cablaggi invisibili e inviolabili, come posso comunicare queste caratteristiche tramite il logo?
Superman e Spiderman ti difendono anche, ma non sono proprio quelli che
passano inosservati mentre sono all’opera contro i nemici.
Idem per fucili e carri armati.

Quindi?
Ho preso tempo per lasciarti pensare.
Chi è famoso nell’immaginario comune per essere invisibile?
IL NINJA!

I ninja erano spie o mercenari del Giappone feudale, noti ancora oggi per le loro funzioni di spionaggio e infiltrazione.

L’invisibilità dei ninja era talmente una priorità che non c’era neanche un addestramento speciale in modo da essere sicuri che l’avversario non sapesse nulla della loro esistenza.

In incognito giudicavano la situazione del nemico e, una volta scoperte le sue lacune, si infiltravano nei castelli nemici, li incendiavano e compivano omicidi. Il tutto arrivando in segreto.

Se la tua azienda si occupa di allarmi e sistemi antifurto e il tuo tratto differenziante è che i tuoi sistemi sono non visibili, non ingombranti, ma ti fanno sentire tranquillo perché sai che vegliano segretamente e quando serve attaccano senza remore per aderire al loro compito, chi meglio di un ninja può rappresentarti?

Il messaggio del ninja è chiaro: non si vede, ma c’è e quando serve fa male.

L’idea differenziante dell’azienda viene comunicata già dal nome: Ninjalarm.

Ora, abbiamo detto che il compito principale del logo è comunicare il brand a livello visivo e fissarlo efficacemente nella testa dei potenziali clienti.

Come posso rappresentare un ninja invisibile e, al contempo, comunicare visivamente il brand aziendale in modo da fissarlo nella mente di chi ci inciamperà sopra?

Certo, per il ninja avrei potuto disegnare una bella sagoma nera con due spade incrociate sulla schiena, magari mentre fa un salto acrobatico.

Ma se voglio essere coerente anche con il messaggio di invisibilità dell’azienda?

Ecco qual è stata la scelta finale.

Probabilmente non è il logotipo più vistoso e sgargiante e decorato che tu abbia mai visto, ma in questo caso non era proprio l’obiettivo.

La maggioranza degli imprenditori pensa infatti che il logo debba essere vistoso, oltre che bello.

Non è così.

Non ci interessa che si veda da lontano perché il logo deve fare una cosa sola: comunicare in modo intelligente e raffinato IL motivo per cui i clienti devono scegliere te e non un altro.

Questo logo doveva comunicare al mercato che il loro sistema antifurto è invisibile come un ninja e se provi a violare l’edificio te ne pentirai.

Lo comunica perfettamente con i due occhi rossi incattiviti che spuntano dalle prime due lettere del nome e che vegliano, invisibili, nella notte.

Ci sono ma non si vedono, sono mimetizzati nel buio del logo.

Caso #2. Come essere attraente per il tuo target, non per tutti.

Per il secondo caso voliamo a Ostuni, in Puglia, a mangiare hamburger.

Il mio cliente ha notato che nel suo raggio d’azione c’erano le solite hamburgerie gourmet.

Ingredienti di qualità, ma a prezzo elevato e con porzioni ridotte.

A 25 km, c’era anche un McDonalds’, economico si, ma generalmente associato al cibo spazzatura.

Il mio cliente ha fatto attenzione a questo dettaglio per scegliere a chi rivolgersi DI PRECISO.

Puoi scegliere su che fronte esatto attaccare e su che differenze puntare solo se tieni in considerazione chi sono i tuoi competitor.

Il mio cliente ha così notato che c’era una parte di pubblico che non era servita adeguatamente: quelli che vogliono andare a mangiare veri hamburger da chilo con panini giganteschi e che vogliono addentare un grattacielo di sapori così alto da non vedere la persona seduta di fronte, usando ingredienti di prima scelta.

Questo era il posizionamento dell’azienda, ovvero quella cosa per cui al tuo pubblico vieni in mente proprio tu e non un altro: mangiare panini enormi con tanta carne, ma di qualità.

Come comunicare il concetto di panino gigantesco?

Ho usato un orso famelico, pronto a diventare la mascotte del posto, principalmente frequentato per lo più da un target che ha un’età media di 20 anni.

A quell’età quando mangi un panino vuoi fare fatica a mangiarlo con gli occhi prima, e a morsi dopo.

Vuoi essere pieno come un uovo una volta finito. Vuoi alzarsi con gli occhi di chi è in overdose glicemica da paninazzo.

Pensando a questa sorta di appetito, l’orso è perfetto per comunicare a chi vuole slogarsi la mascella mangiando un hamburger che qui troverà “pane per i suoi denti”.

Gli hamburger sono talmente grandi che una mano per tenerli e addentarli non basta neanche se la tua mano è quella di un giocatore di pallacanestro alto 2 metri e 10.

Si differenziano dagli hamburgerini insapori del Mc Donald’s che ti pappi al volo in due morsi mentre con l’altra mano messaggi su Whatsapp.

E quindi ecco qui:

Bear Burger – Gli hamburger così grandi da mangiare con due mani.

Guarda l’immagine e nota che aspetto ha l’orso.

Si vede la faccia di un orso affamato con la lingua rosa a penzoloni di fuori che con due mani addenta un hamburger, mica è seduto composto con la schiena dritta, annoda i lembi del bavaglino dietro al collo e tira fuori forchettina e coltello!

Non è un orso elegante e posato, perché non sarebbe stato in linea con il target di ragazzini che vogliono fare a gara a chi mangia di più senza svenire.

Il logo deve attirare il tuo target, non deve piacere a tutti.

Ciò che è efficace per un target di clienti può non esserlo per un altro.

Se il nostro orso volesse avvicinarsi e conquistare un esponente chic dell’alta società di Manhattan verrebbe buttato di peso nel cortile del retro dalla guardia di sicurezza.

Ma per gli studenti affamati che vogliono barcollare per la pienezza e ridere senza motivo per la botta di calorie è perfetto.

Caso #3. Rivolgiti direttamente a chi puoi essere utile.

Anche nel terzo caso, prima di creare il logo che ti sto per presentare, è stato fatto un minuzioso lavoro di analisi e ricerca sul servizio dell’azienda e sui suoi potenziali clienti.

Il cliente protagonista del terzo caso studio è nientepopodimeno che Marco Postiglione, creatore del franchising Marco Post e specializzato in corsi di formazione rivolti alle estetiste.

Questo logo si rivolge in particolare ad un programma che mira a rendere le receptionist di un centro estetico, delle vere e proprie dee a 10 braccia, in grado di gestire in autonomia un certo estetico con tutte le mansioni che il ruolo richiede.

Il target sono unicamente le titolari dei centri estetici ed è fondamentale parlare solo a loro.

Se sei estremamente utile a una categoria devi riuscire a fargli capire che ti sei specializzato per essere d’aiuto proprio a loro e a nessun’altro

Il programma Cordenia serve per formare:

  • Receptionist
  • Operatrici di cabina
  • Venditrici
  • Manager
  • Intermediarie con fornitori e banche

Arrivare a conoscere l’azienda del cliente, quasi come se fosse la mia, mi ha permesso di identificare quali fossero i due aspetti da rappresentare e comunicare nel logo.

Senza questo lavoro di approfondimento, ripeto, creare un logo efficace È IMPOSSIBILE.

Al massimo puoi fare un disegno, ma non potrai mai capire qual è l’unicità della tua azienda e riuscire a cristallizzarla in un’immagine in cui il tuo potenziale cliente si rivedrà come se fosse davanti a uno specchio.

Per la creazione del naming, Marco ha scelto Cordenia, creato dall’unione della parola “coordinatrice” e dalla parola “gardenia” per richiamare con il fiore qualcosa di bello, delicato, legato all’estetica.

Abbiamo rappresentato la coordinatrice come una receptionist con le cuffie e il microfono e un pollice in su per trasmettere cordialità a affidabilità, incorniciata dai petali di una gardenia per contestualizzare l’ambito estetico e differenziarlo da una qualunque receptionist.

Avere un logo deve aiutare ad avere un’immagine aziendale più chiara e definita.

«Il logo rafforza visivamente la peculiarità del corso, unico nel suo genere, e identifica chiaramente a chi è rivolto».

Queste sono state le parole di Claudio Campironi, uno dei fondatori di Cordenia, e socio di Marco in merito al suo logo.

«Il logo completa la forza del brand stesso associandolo ad un’immagine immediatamente riconoscibile».

Ed è esattamente quello che il logo è chiamato a fare.

Ecco la soluzione definitiva per creare un logo straordinario che calamiti clienti alle tua porte come uno sciame di moscerini ai fari dell’auto (anche se non hai un secondo di tempo da dedicare a fare le analisi che servono per tirarne fuori uno!)

Il tuo logo funziona come la vetrina di un negozio, quindi se la sbagli nessuno dei tuoi clienti entrerà dentro e tutto il resto che avrai fatto bene sarà servito a poco.

Nota bene che anche una bellissima vetrina può essere sbagliata se non fa entrare i clienti.

Proprio come il bellissimo logo artistico fatto dai creativi senza l’estenuante lavoro di analisi e ricerca che c’è dietro e di cui hai assaggiato solo una minima parte.

Ora a grandi linee ora sei in grado di fare una prima valutazione del tuo logo e conosci il criterio per capire se il tuo logo attira clienti: comunica visivamente cosa fai e perché devo scegliere te.

A questo punto se te la senti puoi cimentarti da solo nel lungo e complesso lavoro di ricerca e coronarlo con la creazione del tuo logo, ma solo se sei SICURO che il risultato svolga il suo compito in modo decente.

In alternativa puoi delegare, ma scegli bene a chi!

Puoi anche rivolgerti a un grafico, designer, creativo o alla figura che più preferisci. In questo caso fagli però leggere questo articolo prima di commissionargli un lavoro così cruciale per il tuo progetto.

Se ti dice che lui usa una “filosofia speciale di sua ispirazione” o mentre legge alcuni concetti puoi addirittura intravedere nella sua testa una scimmietta che sbatte i piatti, almeno sai che l’unica direzione in cui tu devi correre è quella diametralmente opposta alla sua.

Usa i concetti di questo articolo anche per valutare se la persona a cui stai affidando un lavoro così delicato parla la stessa lingua del mercato e non quella dei poeti veggenti connessi con lo spirito vagante che c’è in ogni potenziale cliente.

Non funziona.

Purtroppo moltissimi, troppi imprenditori commettono errori brutali nel momento di creare il logo e poi si chiedono come mai l’azienda non fa clienti.

Proprio per questo ho un regalo per te!

Se non sei minimamente disposto a mettere a rischio la prosperità della tua azienda facendo gli sbagli più comuni tra gli imprenditori ho preparato per te un video con la guida con i 5 più gravi errori sui loghi che possono farti perdere clienti!

Applicali e riuscirai a fare in modo che chi sta passeggiando perso nelle distrazioni giri la testa verso di te come se all’improvviso dal tuo logo fossero spuntate due lunghe braccia invisibili che afferrano il volto del tuo potenziale cliente, lo girano di scatto e gli dicono:

«Ehi! Guardami, mi cercavi e sono proprio qui!»

Utilizza il form qui sotto senza perdere neanche un secondo in più e ottieni il video con la guida con i 5 più gravi errori sui loghi che possono farti perdere clienti!

Buona visione,
Patrizia

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