Due giorni fa avevo i miei genitori come ospiti nella mia città.

Stavo pianificando il giro turistico più suggestivo e stimolante possibile da godermi con i miei genitori…
scegliendo i ristoranti migliori in cui andare a gustare deliziosi manicaretti…

… quando ad un tratto, è successo qualcosa.

Vedi, al momento di decidere cosa mangiare tra le varie pietanze, in lista c’era la pasta fresca. Con l’acquolina in bocca mi sono messa a cercare i ristoranti specializzati in pasta fresca, preferendo quelli con le migliori recensioni. Un singolo ristorante emerge sette spanne sopra tutti gli altri.
Leggo per bene le prime recensioni, e non ci sono motivi per non andare lì. Tutto perfetto e molto promettente.

“Sarà la scelta migliore per far bella figura con i miei ospiti.
Aggiudicato!”

Scrivo il nome del posto al mio compagno, chiedendogli se per caso c’era già stato e, nel caso, cosa ne pensasse.
Visto che nessuno di noi c’era mai andato, approfondisco personalmente. Ed ecco che inizia una fase importantissima che ti suggerisco di seguire attentamente…

… perché è esattamente la stessa identica procedura che seguono i TUOI clienti quando ti notano per la prima volta!

Ecco la procedura che seguono i TUOI clienti quando ti notano per la prima volta

“Ti ho notato. Ti scelgo impulsivamente. Voglio una conferma di aver scelto bene.”

Dove cerco questa conferma?

Beh, per prima cosa sono andata a vedere il loro sito. Ero curiosa di conoscere meglio il ristorante. Magari leggere i menù, vedere qualche foto dei migliori piatti. Volevo saperne di più prima di decidere definitivamente, ecco. Digito il nome del ristorante mentre con la testa annuisco da sola, sorridendo compiaciuta della scelta con le labbra nella posa di un bacio.

Ed ecco la sorpresa…
Appena si carica la pagina, il sorrisino si ghiaccia per poi sparire in una frazione di secondo.

Gli occhi si strizzano concentrati, come fa un miope che vuole capire cosa ha davanti ma ha dimenticato gli occhiali.
Il mio sopracciglio si alza dubbioso. Penso “Magari ho sbagliato sito…”, cerco di confermare a me stessa che non poteva essere quello il sito del meraviglioso ristorante che avevo scelto – “… magari non è il sito del
ristorante. Sarà il sito dei fornitori che per coincidenza hanno lo stesso nome…”.

Quindi ricontrollo il nome e tutto.
Navigo un po’ e trovo i menù, i piatti. Perfino l’indirizzo del posto corrisponde a quello delle recensioni.
Insomma, era tutto stranamente giusto: il sito era proprio quello.
Perché il mio sopracciglio ha assunto la posa del disappunto incredulo e inaspettato?

Davanti a me avevo la pagina principale del sito con al centro il logo dell’azienda: una spiga di grano.
Nel logo era presente solo questa. Come se non bastasse, il verde era il colore dominante. Ora, non so cosa viene in mente a te se pensi a del verde e una spiga di grano.
A me quell’immagine ha dato l’idea di qualcosa legato all’ecologia, all’agricoltura. Oppure a un’azienda di fertilizzanti, di concimi, di chicchi di grano… o qualunque cosa che potesse essere legata alla natura e ai campi.

Il mio nasino si contorceva e nonostante le recensioni, non ero più così convinta della scelta del posto.
Pensi che stia esagerando? Credi che sia una reazione dovuta alla mia deformazione professionale?
Capisco il tuo scetticismo, ed è proprio il motivo per cui dovresti continuare a leggere qui sotto.

Perché dato che avevo già mandato il nome del ristorante al mio compagno, gli scrivo dicendogli che, pensandoci bene, stavo ancora valutando.

Gli accenno il motivo e gli chiedo di dirmi cosa ne pensa anche lui. Dopotutto le recensioni erano davvero ottime.
Anche lui prima di aprire il sito mi dice che il mio ripensamento poteva dipendere da un grave caso di deformazione professionale e che, se un ristorante ha ottime recensioni, un logo che non fa capire esattamente cosa fa non è la fine del mondo.

Tuttavia…
… va a vedere il sito anche lui.

Deformazione professionale o meno, davanti al sito anche il suo entusiasmo è sceso, contribuendo alla trasformazione del nostro quasi sicuro “aggiudicato” ad un “aspetta un attimo che magari c’è un’opzione migliore”.

Un particolare divertente? Il mio compagno non si occupa di loghi!
Ed ecco che, in un battibaleno, questo episodio di vita quotidiana ci scaraventa dritti al punto.

Ciò che ti ho raccontato finora rappresenta uno degli “errori invisibili” che devi assolutamente impedire che accada nella tua azienda.
Perché nessun imprenditore – ripeto, NESSUN IMPRENDITORE – sogna di sbattersi come una pallina del flipper per dare ai propri clienti un servizio memorabile… mentre sotto al suo naso c’è una forza subdola non ben identificata che ti rema contro mentre lavori duramente sudando dalla fronte. Una forza che afferra delicatamente ma con decisione le tue mani, portandole a piantarti una bella zappa sui piedi.

Qual è questa forza subdola non ben identificata?
La forza subdola non identificata è un LOGO INEFFICACE come simbolo della tua azienda!

Come evitare che i clienti non scelgano te
a causa di un logo che li fa scappare anziché sceglierti!

Una delle mie frasi preferite che non mi stancherò mai di ricordarti è che lo scopo del logo è aiutarti a far piombare i clienti davanti alla porta della tua azienda (sia essa un ristorante, un ufficio, un negozio su strada, ecc…).

Per farlo, tuttavia, è necessario che rispetti tutta una serie di regole che, se ignorate, rischiano di trasformare il tuo logo in un simbolo che, anziché facilitargli la scelta di affidarsi alle tue amorevoli cure, respinge i clienti sabotando i tuoi sforzi e sacrifici come imprenditore e persona che si dà da fare.
Pensa ai soldi che devono arrivare nelle tue casse come a dei sassi che devono scivolare dalla sorgente di un monte (quindi, dalle tasche dei tuoi clienti) a bordo di una barchetta, seguendo il percorso di un ruscello
per poi sfociare a mare (ovvero, nelle tue tasche).

Mantenendo questa similitudine, se il logo non è creato seguendo i principi che stanno alla base di un logo efficace… allora si tradurrà in un terribile insieme di scogli, voragini e legnetti che rendono a quei soldi difficile (se non impossibile!) arrivare al mare – ovvero, alle tue casse.

Insomma, hai tirato su un’azienda. Hai creato una società. Hai ideato un prodotto o servizio e fornisci il tuo prodotto o servizio con una qualità che porta i tuoi clienti a lasciarti recensioni strabilianti, hai lavorato così
bene che i clienti ci mettono la firma.
Ti prendi cura della sua creazione, lotti contro la burocrazia, la concorrenza, le tasse, i cambiamenti del mercato… e poi ti dimentichi del logo. Ora, io mi rendo conto di una cosa abbastanza infame: se tralasci un aspetto che concorre in modo così cruciale al successo della tua azienda o permetti a qualcuno di occuparsene e lo fa male (eh già, il logo è a tutti gli effetti un aspetto fondamentale da tenere in considerazione in fase di creazione di un brand)…
… è un po’ come ignorare il tuo cucciolo di cane che vive con te in appartamento.
Se non te ne occupi perché hai cose più urgenti e (apparentemente?) più importanti da fare, se non lo porti a fare le sue passeggiate, arriverà il momento in cui – per iniziare – farà pipì ai piedi del divano. Divano che si
impregnerà di una puzza acida insopportabile.
Dovrai interpellare il tappezziere. Dal nervosismo scaverà i cuscini fino a riprodurre uno schiuma party con la spugna del guanciale.

E più lo ignori più ti distrugge casa.
E a quel punto poco importa se l’avevi arredata con i quadri vinti alle aste di Sotheby’s, i divani in pelle di bufalo, rari tappeti persiani ecc…
Casa tua non sarà al suo splendore e, nel peggiore dei casi, casa tua verrà distrutta.
Questo è esattamente il risultato che un logo ignorato o creato con i criteri sbagliati porta alle casse della tua azienda.

Hai pensato a tutto, fai un lavoro che richiede un impegno colossale e alla fine si vanifica per qualcosa che è stato tralasciato perché ritenuto meno urgente o importante.
Non è bello.
A tal proposito, il logo dovrebbe essere la corrente propizia, il vento a favore, l’acqua calma che scorre e accompagna la barchetta a destinazione.
Ma prima di rivelarti come avere un logo perfetto per la tua azienda…
… com’è andata a finire per il pranzo?
Io e il mio compagno abbiamo letto insieme parti del sito, di nuovo altre recensioni, di nuovo il sito.
Siamo arrivati a questa conclusione: “Sicuramente si mangia bene in questo posto, ma visto che il logo mi da l’idea di andare a mangiare una location di fertilizzanti usati per far crescere il grano nelle serre, se proprio non lo vogliamo bocciare solo per questo motivo magari ci andremo, ma non ora con i miei genitori”.

Visto che ci tengo a fare bella figura con loro, andiamo sul sicuro.
Siamo andati alla fine in un altro posto, il ristorante che veniva subito dopo per recensioni positive.
Possiamo tranquillamente dedurre che per avere quel tipo di recensioni il ristorante che è stato scartato è comunque un’azienda che si fa un discreto mazzo – quanto meno nella qualità e nell’erogazione del suo prodotto.
L’essere stati scartati o messi in pausa è un sintomo legato all’innamoramento della stragrande maggioranza degli imprenditori nei confronti del proprio prodotto:
“Il nostro prodotto è il migliore e questa è la cosa più importante.”
Se il prodotto fosse stato la cosa più importante, il ristorante avrebbe avuto 4 coperti e almeno 250€ di fatturato in più quel giorno.
Purtroppo però, non è andata così. Loro magari hanno un prodotto talmente di qualità che gli ha permesso di essere presi in considerazione nonostante un logo poco azzeccato o studiato.
Alla fine però, non sono stati scelti.
Qual è stato l’errore che tu devi evitare come Neo evita le pallottole in Matrix?

L’errore è stato… non aver investito in un logo che rispecchiasse la squisitezza della pasta fresca descritta nelle recensioni!

Per carità, io capisco che non è affatto semplice padroneggiare i concetti che servono per racchiudere in un’immagine la tua essenza, l’essenza del tuo prodotto e la meraviglia della tua azienda. Hai altro a cui pensare, e sicuramente le tue attenzioni sono assorbite in toto dall’erogare il miglior prodotto o servizio possibile sul mercato.

E dev’essere così. Perché un bel logo non ti farà mai fare il salto di qualità se il tuo prodotto o servizio sono scarsi, accettabili o “nella media”.

So anche che non è colpa tua quando ti affidi a creativi che si spacciano per professionisti, quando in realtà le loro due uniche capacità sono l’uso di programmi di grafica e il non saper veicolare la propria creatività nella creazione di un logo che vende.
Il logo è la ciliegina sulla torta che può aiutarti a catapultare il tuo messaggio aziendale nella mente dei tuoi clienti, e NON può limitarsi ad essere solo “graficamente bello”.

Non è questo lo scopo di un logo. Un logo non nasce per essere graficamente bello. Sarebbe come dire che una Ferrari nasce per essere solo “bella da vedere”. No! Quando l’accendi, scorri le mani sul volante e schiacci l’acceleratore, questa deve schizzare come un fulmine verso l’orizzonte.

Se è bella ma non cammina, chi la nota?
Tu, perché ce l’hai in garage. Il resto del mondo là fuori non la noterà mai.

Lo stesso vale per il logo della tua azienda.

Se è “graficamente bello” ma non comunica in maniera corretta il tuo posizionamento sul mercato e non fulmina immediatamente il tuo pubblico target imprimendo nella loro testa il perché dovrebbero sceglierti… allora è un logo che nessuno noterà mai.
Piacerà a te, perché magari riempirà il tuo ego… ma non ti aiuterà a riempire la cassa aziendale.
Ora, non sto dicendo che deve fare l’una o l’altra cosa… però ecco, magari concentriamoci prima sul secondo punto, che poi vedi come ti scoppia in aria l’ego quando vedi la tua attività viaggiare a vele spiegate.
Ecco, affinché un logo svolga la sua funzione segreta (ovvero aiutarti a VENDERE di più e a comunicare il tuo posizionamento differenziante rispetto ai tuoi concorrenti), la “bella grafica” non c’entra tendenzialmente
NIENTE.

(a voler essere proprio precisi e puntigliosi, una grafica ordinata ed accattivante fa la sua parte, ma la fa SOLO alla fine di un processo di creazione logo molto più complesso del superficiale “disegno un bel logo
che piaccia al proprietario”).
Voglio dire: spiga del ristorante per esempio era disegnata bene. Non ho mai detto che era disegnata male.
Il problema?

A quell’azienda non serviva una spiga disegnata bene!

Ad un ristorante specializzato nella pasta fresca SERVE un logo che comunica in un’immagine che sono i RE indiscussi della pasta fresca!
E saper fare questa cosa, che piaccia o meno, NON rientra nelle competenze di un semplice grafico.
Io stessa ci ho impiegato anni di formazione.
Una formazione che non termina mai, perché tutt’oggi continuo a sviluppare e perfezionare le mie abilità in tal senso. Ogni progetto che seguo richiede un lavoro di squadra di persone altamente preparate in
branding, neuroscienze, grafica, marketing, psicologia.
Va da sé che la fusione tra queste cinque discipline (mescolate con l’esperienza acquisita negli anni) è in grado di darti un risultato infinite volte superiore rispetto a quello ottenibile affidandosi esclusivamente ad
un “grafico”, ti torna?

Non m’interessa farmi bella ai tuoi occhi, sia chiaro. Ciò che mi preme genuinamente è darti gli strumenti per capire che questo tipo di lavoro non può essere improvvisato né vanno sottovalutati gli effetti devastanti a breve, medio e lungo termine che un logo fatto “alla bell’e meglio” può infliggere al tuo lavoro.
Ecco perché per evitarti errori che rischiano di mettere in ginocchio la tua azienda nonostante il tuo impegno, la tua professionalità e la tua preparazione… ho creato per te

La soluzione definitiva che ti permetterà di creare un logo straordinario che fa sentire i tuoi clienti attratti da te come le zanzare sono attratte dalle tue orecchie d’estate.

Se non sai da dove partire ma non vuoi assolutamente farti in quattro per mantenere in vita al meglio la tua azienda mentre il tuo logo accompagna all’uscita i tuoi potenziali clienti ogni giorno… allora ti invito di cuore ad approfittare di questo regalo!
Ho preparato per te la “Guida dei 5 errori più comuni commessi dagli imprenditori in materia di loghi”.
Ti assicuro che riuscirai a evitare delle conseguenze da mani nei capelli schivando gli errori commessi dalla stragrande maggioranza degli imprenditori così come schivavi le ciabatte volanti della mamma quando combinavi qualche pasticcio.
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Buona visione,
Patrizia

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